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Allarme strade, l'Asaps chiede interventi

18 nov 2015 | 3 min di lettura

Ridurre gli incidenti e rendere le strade più sicure

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Tra i valori che incidono, e non poco, sull'Rc auto, c'è il dato degli incidenti stradali. Numeri che, da qualche anno, dandavano in lenta ma costante decrescita: basti pensare che nel 2014, rispetto al 2013, gli incidenti stradali in Italia erano diminuiti del 3,7%, quello dei feriti del 3,5% e, soprattutto, quello dei morti sulle nostre strade, addirittura del 9,8%. Ebbene, adesso le cose sono cambiate, e non in meglio. Con il solito (colpevole) ritardo, Aci e Istat hanno divulgato i numeri degli incidenti stradali che evidenziano una situazione nuovamente preoccupante. L'anno scorso, sulle strade italiane, si sono registrati 177.031 incidenti stradali con lesioni a persone, soltanto il 2,5% in meno rispetto al 2013, provocando il ferimento di 251.147 persone, il 2,7% in meno sull'anno prima, e la morte di 3.381 persone, uno striminzito 0,6% in meno rispetto al 2013.

485 incidenti al giorno. In pratica, l'anno scorso, ogni giorno in Italia si sono verificati 485 incidenti, con 9 morti e 688 feriti, con un costo dei sinistri stessi che ha toccato i 18 miliardi di euro. Quello che preoccupa di più, però, sono le differenze tra i numeri del 2014 e quelle del 2013, considerate troppo esigue, inaccettabili da qualunque parte le si guardi, considerato anche il fatto che l'obiettivo dell'Ue è di dimezzare, entro i prossimi dieci anni, il numero delle vittime sulle strade. A pesare sul dato italiano, secondo l'Istat, è soprattutto l’incremento della mortalità nei centri urbani, salita in un anno del 5,4%: proprio nei centri urbani si concentra il 75,5% degli incidenti e il 44,5% dei morti. I grandi comuni che evidenziano l'indice di mortalità più alto sono Messina (1,6 morti ogni 100 incidenti), Catania (1,4 morti), mentre tra i comuni col più basso indice ci sono Bari (0,3 orti ogni 100 abitanti), Milano (0,4 morti) e Genova (0,4 morti).

Allarme Asaps. Un bollettino di guerra che ha fatto allarmare l'Asaps, l’Associazione sostenitori amici della polizia stradale, secondo cui questi dati stabili sulla mortalità, con l'incremento di incidenti e vittime nei centri urbani e un ritorno preoccupante all’aumento dei morti fra pedoni e ciclisti, danno la stura a un duplice ordine di considerazioni. Primo: può già considerarsi fallito, secondo l'Asaps, l’effetto positivo dell’elettronica, troppo spesso utilizzata più in chiave di cassa che non di reale sicurezza. Neppure i sistemi di protezione su vetture e su moto stanno avendo successo, sostiene l'Asaps, dimostrando anzi che oltre un certo limite è difficile arrivare, se a cadere sull'asfalto sono pedoni e ciclisti.

Proposte e soluzioni. Archiaviato questo vero e proprio bollettino di guerra, l’Asaps passa all’attacco. “Anzitutto - fanno sapere dall'associazione -  è necessario recuperare subito i controlli su strada effettuati dagli uomini in divisa: se vogliamo garantire la sicurezza, dicono gli espertti, i controlli elettronici devono essere soltanto di supporto”. Soltanto gli agenti di polizia, secondo Asaps, possono abbattere l'utilizzo dilagante dei cellulari alla guida, il mancato uso di cinture e seggiolini per bambini, lo stato di ebbrezza, sia da alcol che da stupefacenti o il controllo dei cronotachigrafi spesso taroccati. Altra soluzione cui mettere mano è quella di una corretta e seria manutenzione delle strade, (definite dall'associazione “balcaniche”, per le condizioni in cui vengono mantenute) e l'introduzione al più presto nell'ordinamento giuridico del reato di omicidio stradale.

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