Riaperto il nuovo ponte di Genova San Giorgio: ed è subito coda
5 ago 2020 | 3 min di lettura
Inaugurato il 3 agosto dal presidente della repubblica Sergio Mattarella
È stato riaperto ieri sera ed è pienamente attivo da questa mattina il nuovo ponte Genova San Giorgio, rinato dopo il crollo del 2018 del ponte Morandi che ha causato 43 vittime. La riapertura è coincisa quasi subito con le prime code, dovute sia ad alcuni lavori che vengono ultimati nelle gallerie ai lati del viadotto sia dalla brutta abitudine degli automobilisti che rallentano per scattare foto. Tra le altre cause di code, ci sono i tanti tir incolonnati a causa del traffico intenso tra Genova Aeroporto e il bivio tra A10 Genova - Ventimiglia e la A7 Genova - Milano.
Lungo 1.067 metri ha sei corsie. Il nuovo ponte, firmato dall'architetto Renzo Piano, da Italferr (progetto esecutivo), da Fincantieri e Webuild (ex Salini Impregilo, per la costruzione) insieme a 330 aziende che hanno costituito l'indotto (quasi tutte italiane), è lungo 1.067 metri, poco meno dei 1.182 del vecchio Morandi, sorretto da 18 pile e costituito da 19 campate che danno vita a una striscia d'asfalto a sei corsie, due per ogni senso di marcia, più due di emergenza (che il Morandi non aveva).
Limite di velocità a 80 km/h. Quella delle corsie è diventata in breve tempo una questione (di lana caprina, dice qualcuno). Di pochi giorni fa è la notizia che il tracciato del nuovo viadotto non rispetterebbe le norme geometriche di costruzione delle strade in vigore dal 2001. La questione trae origine dalla curva al termine del ponte, che porta in galleria in direzione Savona e che impone un limite di velocità molto basso, stimato in 80 km/h. “L’area interessata al rifacimento del ponte è fortemente antropizzata, vi sono edifici industriali storici come l’Ansaldo, quattro strade principali, linee ferroviarie e il corso del torrente Polcevera, sotto servizi essenziali per la città e il porto. Inoltre, il viadotto inizia all’uscita delle gallerie a due corsie di marcia sull’A12 e finisce con lo svincolo elicoidale sull’A7. I vincoli hanno impedito di adeguare il tracciato, che è rimasto sostanzialmente uguale al precedente, mentre è aumentata la sicurezza grazie alla cura degli aspetti costruttivi e ai materiali utilizzati più performanti”, spiega Siro Dal Zotto, ingegnere strutturista, Direttore del progetto dell'impalcato metallico del nuovo ponte.
Pioggia sull'inaugurazione (come nel 1967). Inaugurato lunedì 3 agosto 2020 dal presidente della repubblica Sergio Mattarella sotto una pioggia battente (proprio come avvenne il 4 settembre 1967 con il ponte Morandi inaugurato dall'allora presidente Giuseppe Saragat), è costato, alla fine, 202 milioni di euro, tanto quanto era stanziato all'inizio. Potrebbero esserci degli extracosti, dovuti all'emergenza Covid e al maltempo, che verranno quantificati nei prossimi giorni e, se del caso, liquidati da Autostrade, come ha dichiarato il Commissario straordinario per la ricostruzione Marco Bucci.
Ponte hi-tech. Per costruirlo sono servite 17.400 tonnellate di acciaio forgiate negli stabilimenti Fincantieri grazie al lavoro di più di 800 persone. Il ponte è dotato di speciali sensori addetti al controllo di continuità, al lavoro di tensione, destinati a segnalare (in tempo utile) eventuali anomalie. Tutto questo farà del viadotto della Valpolcevera il primo smart bridge d’Europa. Per completare l’impalcato sono serviti 19 sollevamenti, di cui 3 speciali per le maxi-campate da 100 metri l’una che, a oltre 40 metri di altezza, hanno scavalcato il torrente Polcevera e la ferrovia.
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